Il mondo On-line
Possono due autori sconosciuti ed un piccolo editore, lanciare sul mercato un “saggio” che dopo appena un mese dall’uscita ha già suscitato articoli, comunicati, interviste radiofoniche e una enormità di discussioni a tutti i livelli ?
Internet: affamati di affetto online, quando il web e' una....
Concorso per la pubblicazione di inediti - II....
TESPI – 2009, II EDIZIONE
Concorso
per la pubblicazione d’inediti
L'eccezionale afflusso di partecipanti ha reso impossibile formulare una votazione che fosse seria e scrupolosa in tempi brevi. Pertanto, nel rispetto di ogni singolo partecipante, il giudizio finale è stato spostato alla fine del mese di settembre.
Ci scusiamo per....
Qualcosa sul libro:
Periferie degradate, personaggi emarginati, violenti o dimenticati, ambientazioni sospese e irreali che in realtà colgono una dimensione esistenziale estraniante che appartiene alle nostre città. Il tutto descritto da segni potenti, macchie nere che ritagliano forme nel bianco e contrasti di luce e ombre. Queste sono solo alcune caratteristiche delle storie di Andrea Bruno, fumettista e illustratore catanese, già noto alle avanguardie francesi negli anni Novanta e vincitore del premio Micheluzzi Nuove Strade Napoli COMICON nel 2000 con Black Indian Ink. Oggi, dopo vent’anni di attività, la Nicola Pesce Editore pubblica in un catalogo alcune delle sue opere più significative come Brodo di niente, Barrio e l’ultimo Sabato tregua. Luce Nera, titolo ridotto del presente volume, è l’esemplificazione dello stile di Andrea, considerato già un maestro del bianconero, che riesce a rendere significative attraverso l’uso del colore le sue storie, nonostante siano prive di uno sviluppo narrativo logico e consequenziale, con un inizio, uno svolgimento e una conclusione. Nei racconti di Andrea Bruno il lettore entra in una realtà parallela per cogliere, come lui stesso dice, “quei momenti in cui sembra che la realtà ci voglia comunicare qualcosa, attraverso un linguaggio dei segni che però non sappiamo decifrare. Insomma le solite cose…”.