Jacovitti - Beppe & co.

Jacovitti Benito

Genere: Fumetto d'Autore
Prezzo: 17.90  €
N. pagine: 88

Qualcosa sul libro:
Con Jacovitti – Beppe & Co., Benito Jacovitti, uno dei capisaldi del fumetto italiano, ci trasporta a bordo di un treno carico di nevrosi e pulsioni in una metaforica “cavalcata” nel cuore degli anni Settanta. Lasciato senza freni, il Jac spazia dalla politica più becera all’italietta fatta di scaramucce, nudi fugaci, quasi estemporanei e crisi coniugali — con corna di tutti le forme e per i più disparati motivi —, mescolando il piglio leggero e le “freddure di spirito” che hanno contraddistinto buona parte della sua produzione fumettistica (da Zorry Kid a Jak Mandolino a tutta quella serie di personaggi ‘minori’ nati sulle pagine de «Il Vittorioso» e delle altre riviste). Piccoli spaccati di quotidianità, insomma, a metà strada tra il surrealismo beckettiano di Aspettando Godot e le Jacovittaggini, tutta quella serie di vignette nonsense in cui l’autore si tuffa in una propria realtà parallela pregna di immagini all’apparenza futili, ricolme invece di un profondo significato. E così, l’autore originario di Termoli, fa convivere The little Beppe, un’unica striscia di tre vignette, e Il grande Beppe in cui mescola situazioni e personaggi, sfociando, a volte, anche nel metafumetto.

Qualcosa sull'Autore:
Nato in una famiglia arbëreshë, già all'età di sette anni iniziò a mostrare il suo interesse per i fumetti. Si trasferisce, ancora bambino, con la famiglia prima a Macerata e poi a Firenze dove frequenterà il liceo artistico. Nel 1939, ancora sedicenne, iniziò la sua carriera pubblicando per la rivista satirica fiorentina Il brivido la striscia a fumetti Pippo e gli inglesi che lo fece subito notare procurandogli la collaborazione per il settimanale Il Vittorioso dell'editrice cattolica AVE, che l'avrebbe fatto conoscere a tutta l'Italia. L'esile corporatura del giovane Jacovitti gli valse il soprannome di Lisca, e per questo come icona con cui firmare le sue tavole adottò appunto una lisca di pesce. La collaborazione con Il Vittorioso nata nel 1940 sarebbe continuata fino al 1966, quando questo chiuse i battenti. Jacovitti continuò il suo lavoro con Il Giorno dei Ragazzi, supplemento de Il Giorno, per il quale, il 28 marzo 1957 aveva creato il suo più famoso personaggio, Cocco Bill. « Siamo nella seconda metà del secolo scorso e le vicende del nostro si svolgono nel leggendario far west. Arizona? Texas? Colorado? Fate voi, ragazzi. L'essenziale è che sia far west! » (Questo, come altri, è un esempio di come Benito Jacovitti usava introdurre le sue storie. Ecco il testo dell'incipit di "Cocco Bill fa sette più") Sempre per Il Giorno crea tre formidabili personaggi romani: Tizio, Caio e Sempronio i quali si esprimono nel più maccheronico dei latinorum. Nei primi anni cinquanta fu anche collaboratore del Quotidiano, giornale dell'Azione Cattolica, per il quale produsse vignette con più chiari spunti satirici legati all'attualità politica dell'epoca. Continuò anche il lavoro con il Corriere dei Piccoli. Da ricordare poi la prestigiosa collaborazione con la rivista Linus, nata nel 1965 sotto la guida di Oreste del Buono. La sua ultima collaborazione, iniziata nel 1987, è con Il Giornalino delle Edizioni Sanpaolo, che continua ancora oggi a redigere storie sul suo personaggio più famoso, Cocco Bill, realizzate dal suo allievo Luca Salvagno. Negli anni novanta ormai anziano usa farsi inchiostrare le tavole da un giovane autore svizzero trapiantato nel Salentino, Nedeljko Bajalica, che lo seguirà fino agli ultimi giorni prima come assistente e poi come co-autore nella serie RAP realizzata per la Balacco Editore. Jacovitti è entrato a pieno titolo negli annali storici del fumetto italiano, soprattutto grazie alla forma caricaturale dei suoi personaggi. I comics di Jacovitti hanno riscosso il plauso della critica, e si sono intrecciati spesso con gli accadimenti di portata epocale che hanno contraddistinto l'evolversi dell'Italia. Tantissimi gli scolari degli anni sessanta-settanta che, fra libri e quaderni, nel loro zainetto non facevano mai mancare il suo diario, il famosissimo Diario Vitt. La caratteristica forma anatomica dei piccoli personaggi ai quali ha dato vita sulla carta, la loro espressione a volte gioiosa, a volte grottesca, i suoi salumi ed affettati, serpenti e lumaconi che guardano con ogni tipo di espressione, nonché tanti altri oggetti i più diversificati e sparsi nei posti più impensati, lo hanno reso popolare al grande pubblico. Non molti sono a conoscenza di una sua produzione di fumetti per adulti, contraddistinte dal suo solito stile, ma comunque esplicite su temi sessuali. Nel 1977 infatti pubblica, assieme a Marcello Marchesi, il libro Kamasultra. In tutta l'opera di Jacovitti c'è invero una punta di erotismo seppur accennata e caricaturale. In un'intervista di fine anni settanta l'autore racconta le costrizioni della censura sul suo lavoro giovanile fino ad imporgli delle figure femminili asettiche, in perfetta antitesi con la sua tendenza ad esagerarne gli attributi. Jacovitti si è impiegato anche nella pubblicità, famosi i caroselli con Coccobill, e nella cartellonistica politica, come autore schierato per l'allora partito della Democrazia Cristiana, con numerosi poster di natura satirica apprezzati anche dai partiti di opposizione.